Amministrazione

12.3.2009 | Impegno politico

Interventi in merito all’Amministrazione (2007-2008)

Analizzata l’attività fin qui svolta dall’Amministrazione di centrosinistra, “Città Oggi” ritiene opportuno e doveroso soffermarsi sugli aspetti che avrebbero meritato maggiore attenzione e sui quali è tuttavia ancora possibile impegnarsi perchè alla vigilia della prossima competizione elettorale si possa offrire alle cittadine ed ai cittadini un quadro più soddisfacente di risultati e chiedere, con il sostegno delle buone ragioni, il rinnovo della fiducia.

Non sono pochi i problemi e gli ambiti che richiedono interventi della massima urgenza.

Lo sviluppo economico di Bari non sembra essere fra i temi che più assillano questa Amministrazione se lo si carica sulle spalle dell’oberatissimo Assessorato al bilancio. “Sviluppo economico” diviene così niente più di uno slogan, sicuramente incapace di offrire uno specifico sostegno di analisi e progettazione all’industria,al commercio, ai centri di ricerca e più complessivamente al mondo dell’impresa. Un insieme di insufficienze che potrebbero avere inciso sui risultati che si vanno registrando, nonostante l’impegno profuso, nei rapporti che con i centri nevralgici dell’Unione europea; lo testimoniano lo scarso successo dei voli da e per la Russia e la ventilata riduzione o soppressione di quelli per Parigi, Praga e Berlino. Si allontanano così sempre più i tempi di una Bari al centro di interessi economici internazionali.

La Commissione di esperti istituita per le politiche attive del lavoro non si riunisce dallo scorso gennaio; un vuoto che fa il paio con l’evanescenza del salario d’ingresso che ha così incrementato l’elenco di promesse e annunci rimasti tali. Eguali perplessità suscita la logica che presiede ai temi occupazionali delle Aziende che poco o nulla fanno per affrontare seriamente il cancro del precariato; nessuna discontinuità con impostazioni rigidamente aziendaliste a fronte di politiche tese alla piena occupazione e che sono sempre state il cuore dei programmi delle forze più autenticamente popolari.

A questo proposito va condivisa e sostenuta la posizione di quanti chiedono di conoscere a che punto è il risanamento di Amtab e Amiu, aziende che per alcuni versi, al di là della volontà degli amministratori, hanno non poche responsabilità nella crescita dei costi della politica. Un tema di grande attualità al quale contribuiscono non poco consulenze e arbitrati, ricchi o sobri, molti o pochi che siano; non è da escludere che talvolta se ne parli a vanvera, per fare chiarezza ed evitare pettegolezzi c’è un solo sistema rendere pubbliche queste decisioni, come da opposizione legittimamente pretendevamo dall’amministrazione di centrodestra.

Gli introiti, impoveriti da ritardi negli interventi ma anche da previsioni forse un po’ troppo ottimistiche, sembrano non fruire neppure dei risultati della lotta all’evasione dell’ICI che pare essersi fermata.

Il grosso problema della sicurezza che nella microcriminalità ha i momenti che in maggiore misura incidono sulla qualità della vita quotidiana, sembra essere stato affidato prevalentemente ai criteri repressivi dei cosiddetti “poteri speciali”, piuttosto che ad un programma preventivo articolato in più ambiti.

Allarmante il paradosso secondo cui cogestiamo edilizia e servizi con il Palazzo di giustizia. Ultima in ordine di tempo l’allarmante vicenda del parcheggio sotterraneo di piazza Cesare Battisti. Cautele e preoccupazioni invocate e legittimamente adottate per talune situazioni, svaniscono per altre, con conseguenze di enorme gravità come testimoniano anche le tante vicende giudiziarie che vedono protagonista l’Amministrazione comunale.

Lunga la serie di progetti dei quali non si sa più nulla e che comunque paiono essersi arenati.

Quando la riqualificazione sociale e culturale di Bari Vecchia, simbolo del degrado che affligge i centri storici delle periferie?

Si vuole davvero l’accorpamento degli Uffici giudiziari?

E la riorganizzazione degli Uffici comunali con relativo e indifferibile completamento degli organici?

Quale la decisione ultima sulla colmata di Marisabella?

Abbandonata l’idea del porticciolo turistico?

Procede il piano triennale delle opere pubbliche?

E lo sportello unico dell’impresa?

Le aree mercatali?

La caserma Rossani?

La “Casa del dopo”?

Il canile?

A che punto la gare d’appalto per i parchi?

Fra i problemi più spiccioli ma non secondari, il nodo mai definitivamente risolto dei tavolini a Bari vecchia, le tariffe bloccate dei taxi, strade sporche, traffico congestionato…. Questioni che nel loro complesso provocano quel disagio, quel malessere che nel comune sentire rafforzano la sensazione di un bilancio poco soddisfacente e di sicuro non colmabile dalle sole Punta Perotti, Fibronit, cittadinanze onorarie e intitolazioni di strade.

“Città Oggi” nel segnalare queste carenze per le quali auspica risposte pronte e chiare per la buona salute, ora malferma, del centrosinistra, si offre a cittadine e cittadini con l’impegno che caratterizzerebbe il ruolo del difensore civico, altro appuntamento mancato, a danno di un’articolazione amministrativa autenticamente democratica.

Si ritiene pertanto irrinunciabile un patto di fine consiliatura che consenta l’esame dei problemi più urgenti e la comune individuazione di priorità e delle relative soluzioni, nell’esclusivo interesse della Città e della sua gente.

29 giugno 2007


Per questo scorcio di consiliatura e in vista della prossima, l’Italia dei Valori ha elaborato un programma sui temi più pressanti cui intende affidare la propria identità politica e culturale.

Conseguito il coinvolgimento a livello gestionale, oltre le deleghe assegnate, si potrà meglio seguire il complesso di vicende che si riconducono all’intera amministrazione. Per una città come Bari, afflitta da problemi strutturali, si impongono interventi che possono maturare solo se sostenuti da una piena collegialità.

Le questioni cui IdV assegna assoluta priorità.

L’accorpamento degli uffici giudiziari passa attraverso due soluzioni che negli anni si sono individuate con le denominazioni di arcipelago e cittadella. La prima ipotesi non si è ancora riusciti a proporla in termini chiari e leggibili come invece è stato possibile per la seconda che, rientrando in un project financing, è esattamente definita in ogni aspetto. Il cosiddetto arcipelago non fornisce risposte ai problemi finanziari e ad altri decisivi aspetti, sì che un reale raffronto non è allo stato possibile. La cittadella è pertanto destinata a prevalere, come peraltro emerso nel lungo e per molti versi incomprensibile percorso giudiziario, costellato da dichiarazioni e prese di posizione francamente incomprensibili. E’ pertanto necessario e urgente avviare un percorso che al più presto fornisca una risposta, badando ad evitare iniziative che possano pregiudicare le più probabili soluzioni.

Annosa anche la questione legata al porticciolo turistico, la cui mancata soluzione ha comportato nell’ultimo trentennio la perdita di cospicui apporti in termini economici e occupazionali, un danno evidente alla naturale vocazione turistica della città, ricca di una costa che merita la giusta valorizzazione. Le obiezioni vanno affrontate e non lasciate a paralizzare opportunità che altrove hanno fruito di ben altra gestione, a tutto vantaggio di un equilibrato sviluppo.

Altro nodo la “Casa del dopo” ovvero le strutture ricettive per disabili rimasti soli per la scomparsa dei genitori e per l’impossibilità di congiunti a provveder loro. In altri Paesi queste “Case” sono un fatto scontato, ordinario come scontato e ordinario può essere un Pronto soccorso o una scuola elementare. Di solito si costituiscono fondazioni con i lasciti dei familiari e quella parte di utili che gli istituti

di credito sono obbligati per legge a devolvere in iniziative solidali. Soluzioni esterne vanno valutate e privilegiate se non si è in grado di curare in loco adeguate iniziative.

Il problema del traffico può trarre vantaggio da un piano di parcheggi sotterranei in prevalenza pertinenziali da realizzarsi nelle periferie come un cordone che faccia da cintura al centro e quindi liberi aree in superficie aumentando disponibilità e agevoli la congestione nelle vie centrali.

Capitolo a parte quello della sicurezza che non può certamente essere in via esclusiva affidata a manganelli, spray e addirittura all’esercito come si vorrebbe dagli uomini forti della maggioranza nazionale: C’è piuttosto da non ostacolare l’attività della magistratura con norme che nessun Paese libero e democratico si è mai sognato di emanare. Il nodo di fondo è culturale ed economico insieme: educare i cittadini ad esser tali sin dalle elementari e creare occupazione anche attraverso le iniziative già richiamate.

Sul piano culturale IdV ritiene irrinunciabile ogni possibile sforzo in favore delle tradizioni locali che rappresentano il meglio della memoria di una comunità; disperderla e cancellare l’anima di un popolo, svuotarne il futuro. Ci si deve perciò impegnare per la nascita di una “Accademia delle tradizioni popolari” che possa fruire di un adeguato sostegno pubblico. In questo ambito è necessario disporre di tutte le competenze, di tutte le sensibilità perché organismi specifici – si pensi al Comitato scientifico per il Corteo storico – non si isteriliscano nei soli ruoli burocratici e possano invece aprirsi a chi può meglio fornire contributi migliorativi. Che sia questa la strada da percorrere è confermato dagli sforzi che l’Amministrazione sta sopportando perché Bari vecchia divenga patrimonio dell’Unesco.

Urgente, indispensabile rendere consueto il rapporto fra assessori e consiglieri, una frequentazione che in questi primi quattro anni di amministrazione di centrosinistra non si è riusciti a realizzare come fatto compiuto. Un confronto serio sulle materie da sottoporre all’aula evita che le perplessità emergano in consiglio a tutto danno dell’immagine di chi governa, ma soprattutto della possibilità che ciascun consigliere e ciascun gruppo possano consapevolmente decidere e quindi rafforzare lo spirito della coalizione. In questi anni è capitato troppo spesso che provvedimenti, pur buoni, siano stati ritirati per la difficoltà di alcuni di cogliere alcuni aspetti a favore di una votazione chiara.

Altro sforzo da compiere è l’instaurazione di un proficuo dialogo fra assessorati e, per le rispettive materie, i delegati del Sindaco. Lo scambio di esperienze e competenze è a tutto vantaggio di una sana amministrazione che non può attardarsi in gelosie o rifiuto di interventi vissuti come sgradite interferenze. Un errore, anche questo a tutto danno della piena e migliore funzionalità dei vari settori.

Di carattere generale, perché non riferibile a specifici settori, i temi dello sviluppo economico con relativo impulso all’occupazione. Su questo, IdV suggerisce e chiede la costituzione di una vera e propria “Task force” che svolga un ruolo d’eccellenza nell’ambito del Piano strategico. La disoccupazione riteniamo sia possibile se non sconfiggerla, ridurla a livelli fisiologici se si riesce a gestire le risorse secondo criteri che non provochino dispersione.

In questo stesso senso dall’Amministrazione comunale deve venire un forte contributo a sostegno delle scuole perché accanto al nutrimento materiale, vi sia quello culturale che aiuti anche il corpo insegnante a fornire elementi di conoscenza che rendano i giovani allievi più consapevoli del tempo che li vede protagonisti e di quello che lo ha preceduto; un rimedio all’ignoranza che non di rado trasuda dai mass media; una risposta ai troppi disvalori che li assediano fino a snaturarne le propensioni.

Altro aspetto sul quale l’IdV intende spendersi senza riserve è la comunicazione. Siamo certi che un sondaggio ci darebbe risultati sconfortanti sulla conoscenza delle tante e buone cose realizzare dall’Amministrazione di centrosinistra. Comunicare è anche far capire, comunicare è coinvolgere, comunicare è dialogare, comunicare è utilizzare al meglio gli strumenti che la tecnologia offre. Perché non studiare come realizzare percorsi che consentano, secondo la normativa, la diffusione di quanto esce da giunta, assessorati, riunioni consiliari, dai singoli consiglieri. Uno sforzo in questa direzione è suicida non compierlo.

19 giugno 2008


Torna alla pagina Impegno politico o leggi altri documenti ed interventi:


Commenti

Il Tuo Nome

La Tua Email

Il Tuo Sito