Momenti della mia vita professionale
15.3.2009 | Foto
Da Papa Woytila con una delegazione di giornalisti sovietici accompagnata dal presidente della Federazione nazionale della Stampa Guido Guidi e da me
Dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per la consegna del Premio St. Vincent di giornalismo conferito nel centro valdostano dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca
Con il rettore dell’Università di Bari Aldo Cossu in un convegno sui rapporti con l’Albania
Incontro nella Rai con l’arcivescovo di Bari Francesco Cacucci
Capo redattore della sede Rai di Bari (1997 – 2002)
Con Miriam Mafai ad un dibattito
Tavola rotonda con (da sinistra) Nicola Saponaro, il compianto Salvatore Fitto, Franco Borgia e Vincenzo Binetti, anch’egli prematuramente scomparso.
Con la Coppa del Mondo, ospite della Rai, alla vigilia dei Mondiali ‘90
E giacchè ci siamo, un passo indietro col mitico Mujesan che ci portò via dall’inferno della C guidato da Toneatto
Con Michele Mirabella che aveva appena presentato il mio lavoro “Informare o dire la verità?”
In piazza Monte Citorio (non è un fotomontaggio….) ad una manifestazione sindacale contro il “nano” del pensiero unico sempre più padrone dell’informazione nel nostro Paese con la Sinistra che è rimasta a guardare.
E visto che ci siamo, tanto per capirci vi propongo una nota che Ennio Flaiano, vero profeta laico, pubblicò su “Il Mondo” nel lontano 1960. L’ho ripresa da “la Repubblica” di qualche anno fa con la presentazione di Nello Ajello:
E allora ci vanno anche queste tre vignette, davvero deliziose, sull’informazione
E visto che sono dell’Italia dei Valori, sulla pelle del nostro Di Pietro vi offro un esempio di come l’informazione è davvero una scommessa ed ognuno la vede come meglio crede: leggete un po’ questi due titoli del 23 novembre 1997 a proposito della elezione dell’ex pm nel collegio del Mugello che segnò la sua entrata effettiva in politica. Sulle affermazioni di Marini due riferimenti opposti: leggete, leggete
Piccola vanteria: alcune pagine del periodico “Bari 80” che per qualche tempo imperversò soprattutto nel Palazzo di giustizia. Collaboravano Michele Paone, Leonardo Rinella, Mario Russo Frattasi, Nichi Muciaccia, Michele Colaleo ed il sottoscritto. Per quegli anni era più che battagliero. Vedete un po’, sul viso di Andreotti il titolo “foglie secche”, “Regalata ai fascisti la licenza di aggredire” purtroppo non ci sbagliavamo, “Cercasi un giudice indipendente…. O quasi” sull’inchiesta di Piazza Fontana, e infine “Autunno troppo tiepido”
Un mio ricordo personale legato ad Enrico Dalfino: questa lettera di un capo indiano, che ha valore universale e rende più odioso il genocidio di quella pacifica e sventurata gente, fu lui a darmela (se potete e volete, di tanto in tanto ascoltate “Fiume Sand Creek” di Fabrizio De Andrè)
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4.04.2009
Caro Federico,
mi ricordo di Michele Mirabella quando ero appena iscritto all’Università, corso di Laurea in Scienze Biologiche. Il nostro insieme ad alcuni suoi amici (fra cui ricordo un bellone del tempo, un certo Macchia (?), che in seguito intraprese la carriera di attore cinematografico nei cosidetti film di serie B) prese in affitto da una mia zia una mansarda nel palazzo d’epoca dove attualmente abito. Quattro piani di altri tempi a piedi, per incontrare le bellezze dell’epoca e fare un pò di baldoria. Io ero più piccolo d’età, ma ero affascinato da questi “grandi” e invidioso della loro libertà. Tutto terminò con una causa di sfratto per rumori molesti. Da quel momento non vidi più belle ragazze che si inerpicavano per le scale auguste per incontrare il nostro eroe, e il condominio sprofondò nella noia più normale.
E’ solo un ricordo
Antonio
6.07.2009
Ciao Federico,
ti mando un caro saluto in attesa di poter brindare alla tua “riconferma”.
A proposito, bella la lettera del Capo indiano che hai pubblicato sul sito! Se ami il genere, ti consiglierei la lettura del libro “Sai che gli alberi parlano? - La saggezza degli Indiani d’America”. E’ una raccolta di pensieri, canti e poesie che testimoniano la grande spiritualità di un popolo; un popolo che nutriva un profondo amore ed un grande rispetto per la natura e per la vita in tutte le sue manifestazioni. Credo che la sua lettura potrebbe aiutarci davvero a recuperare e rivalutare antichi valori, ormai in via d’estinzione.
A presto.
Massimo
6.07.2009
Avrete capito che si tratta di un mio congiunto, Massimo Pirro è figlio di un fratello di mio padre. Con me potete ringraziarlo anche voi per la segnalazione. C’è davvero, fuori del tempo, da riprendere un dialogo con chi ha vissuto con la natura. I dinosauri si sono estinti e non sappiamo ancora perchè; dell’estinzione dei pellerossa sappiamo tutto.