Panoramica delle mie proposte
31.3.2009 | Impegno politico
Ecco una panoramica delle mie proposte. Per approfondire, puoi cliccare sulle singole voci o visitare la pagina “Le Proposte”.
- Occupazione - Il 10% del bilancio, oltre quanto già previsto dai vari dipartimenti, deve essere annualmente impegnato per favorire l’occupazione. Sarà compito di un’apposita struttura che, d’intesa con Assindustria, Media e Piccola Impresa e Organizzazioni sindacali istituirà un vero e proprio sportello di controllo e recupero di occasioni lavorative. L’attività di questo organismo dovrà essere mensilmente valutata dal Consiglio su relazione dello stesso Sindaco o di un suo incaricato… Leggi tutto
- Sicurezza - Affidare il controllo della sosta in tutta la città al personale dell’Amtab; si potrà così impegnare l’intero corpo della Polizia municipale nella tutela del cittadino. Sistemare “gabbiotti” che possano essere attivati anche quando non presidiati. Ampliare con criteri strategici il sistema delle telecamere. La sicurezza è molto più importante della privacy che comunque non viene violata perché le telecamere sono normalmente tarate per essere azzerate dopo 48-72 ore di registrazione… Leggi tutto
- Scuola - L’Amministrazione comunale deve sopperire a quanto non viene assicurato dal Governo; in una famiglia sana l’istruzione dei figli è al primo posto, all’ultimo nella graduatoria degli eventuali tagli. Uno zampillo d’acqua in meno, un bel lampione in meno per una mensa in più, per gli strumenti didattici a tutti. Solo riconoscendosi in questi valori si ha titolo per governare una comunità. L’evasione scolastica è da fronteggiare, ma con intelligenza, fuori da previsioni punitive… Leggi tutto
- Servizi sociali - E’ sufficiente smettere di gestire questo settore con i criteri ipocriti della beneficenza, solo così gli si potrà dare nuovo slancio e renderlo davvero riparatore delle persistenti disparità sociali. Le risorse da destinare ai vari programmi devono essere quelle rispondenti alle necessità e non quelle residue dopo che tutti hanno “arraffato”. Bandire finalmente gli interventi a pioggia che non risolvono alcun problema, pur azzerando le potenzialità di quanto si dispone… Leggi tutto
- Casa del dopo - Chi provvede ai disabili, che versano in condizioni di non autosufficienza, dopo la scomparsa dei loro genitori e se ad altri congiunti non è possibile assisterli? Ecco la Casa del dopo, un’istituzione ovvia, potremmo dire, in civiltà avanzate. Da noi è ancora per molti un qualcosa di sconosciuto. Primo passo da compiere una Fondazione costituita dal Comune con il contributo degli istituti di credito e delle famiglie interessate. Il resto vien da sé, basterà lavorare con serietà… Leggi tutto
- Urbanistica - Primo comandamento: realizzare ciò che serve alla comunità e non agli imprenditori; solo così non si avrebbero le tante inchieste che caratterizzano l’attività del settore urbanistico. La vicenda dell’accorpamento degli uffici giudiziari è la facile chiave di lettura di una logica francamente incomprensibile. L’ipotesi cittadella è contrastata con ogni mezzo, nonostante le tante sentenze favorevoli: perché si ignorano i vantaggi che si avrebbero in un momento di grave crisi occupazionale?.. Leggi tutto
- Traffico - Ottimo risultato dai “Park & Ride”, ma non bastano per risolvere i nodi essenziali del traffico. Non servono tanto i parcheggi interrati al centro, quanto strutture da realizzare come in un anello intorno al centro murattiano, sì da ridurre quasi a zero le auto che dalle periferie portano al centro. Col project financing si possono fare miracoli e, stante la crisi di danaro pubblico, il ricorso al privato con convenzioni chiare e periodicamente verificabili, è la risposta ottimale… Leggi tutto
- Porto turistico - Poche righe per richiamare l’attenzione su questa irrinunciabile necessità, foriera di sviluppo economico ed occupazionale in una realtà che ha avuto in dono dalla Natura una costa lunga e piatta, condizioni che altrove hanno dato forte impulso alle attività connesse e qui da noi ignorate quasi fossimo un paese di montagna dove, peraltro, basta una collinetta per installare impianti da turismo invernale. Sembra quasi che non ci si sia ancora accorti che Bari è sul mare… Leggi tutto
- Periferie - Far vivere le periferie di vita propria, coinvolgendole tramite le Circoscrizioni sin dal primo giorno della nuova consiliatura. Non temerne le ambizioni autonomistiche poiché non muteranno nulla nei rapporti con l’Area metropolitana. Ambizioni – negarlo è da ipocriti – da scontare per le tante emarginazioni inflitte a realtà ricche di storia e di opportunità economiche. Questa è democrazia, la vera autentica democrazia partecipata… Leggi tutto
- La nostra Storia - Sembriamo una realtà senza passato per come sono stati ignorati avvenimenti che altrove hanno fatto la Storia. Il 9 settembre del ’43 si visse una delle prime giornate della Resistenza che stava dando vita alla nuova Italia, democratica e repubblicana, protagonista il generale Nicola Bellomo. Quanti lo sanno, quanti ne vogliono onorare il ricordo? Su questo fronte bisogna realizzare il massimo sforzo perché ai più giovani sia consentito appropriarsi della Memoria… Leggi tutto
- Cultura - Non un contenitore deve rimanere chiuso. La vicenda del Petruzzelli ci ha insegnato come il privato non può convivere con l’interesse pubblico. Alla Cultura risorse adeguate. Stiamo invece assistendo alla moria di cinema e teatri. Che fare? Produrre, creare dando forma e sostanza alla nostra storia fatta sin da tempi lontani di accoglienza e integrazione di altre civiltà, con la complicità di un mare aperto e generoso. Perché no delle “Giornate delle etnie” che coinvolgano l’intera città? … Leggi tutto
- Tradizioni popolari - Le nostre tradizioni, pur non avendo nulla da invidiare ed esprimendo gli stessi genuini umori di ogni altra area, vedono affidata la propria sopravvivenza all’impegno dei volenterosi. Un patrimonio che viene suicidato. Urgente costituire un’Accademia che rafforzi ricerche e recuperi un’identità ricca, davvero ricca se ha saputo resistere all’inedia di una cultura spocchiosa e deliberatamente disattenta alle proprie radici, quasi a volerle cercare altrove. Questo è provincialismo… Leggi tutto
- Governo - Non è difficile: collegialità nella gestione e dialogo costante con la comunità. Il Municipio la Casa di tutti, per una verifica concreta di un impegno come servizio. Il primo gesto deve venire da donne e uomini che dovranno affidare la loro delega non all’ amico, ma alla persona per bene: il proprio danaro di contribuente, il proprio futuro non può essere messo nelle mani di chiunque, anche se amico, ma di persone possibilmente capaci, ma sicuramente oneste… Leggi tutto
4.15.2009
Carissimo Federico, potresti ignorare il mio primo commento, ho trovato solamente adesso alcune risposte nel vostro programma di Urbanistica, credo che sostanzialmente sia da condividere:” Costruire una città nell’interesse della collettività”. La Cittadella della Giustizia è cosa utile, è servizio pubblico, va realizzata. Tuttavia, a mio avviso, l’argomento non si esaurisce in un seplice si oppure un no. Nel tuo Blog potresti aggiungere il parere di alcuni eminenti urbanisti, che non mancano nel nostro paese.
L’argomento cittadella richiede alcune riflessioni di ordine architettonico e urbanistico se vogliamo dare risposte sincere alla cittadinanza. Probabilmente, la collocazione risponde ai requisiti richiesti, ovvero, essere facilmente raggiungibile da tutte le direzioni. Se inquadriamo gli spazi dedicati all’amministrazione della giustizia nell’ottica delle relazioni umane probabilmente quel progetto andrebbe rivisto. La pianificazione territoriale è un pazzle complesso, analizziamo e cerchiamo risposte. Più volte ho sentito parlare di integrare altre attività con lo stadio San Nicola, chiediamoci: la cittadella si esaurisce in un semplice complesso amministrativo o richiede la correlazione con altre attività? Dovremmo poter evitare che intorno a quegli spazi si realizzi qualcosa di simile a quanto si è realizzato nei pressi del Policlinico. La facoltà di Giurisprudenza dov’è e dove sarebbe meglio collocarla? A questi e ad altri interrogativi dovremmo saper rispondere. Dal punto di vista architettonico devo dire, con tutto onestà, che è bruttino e, soprattutto, antiquato. L’armonia non contribuisce a renderci più felici? Cos’è l’armonia? E’ omogeneità o, viceversa, eterogeneità? Perchè quando attraversiamo un qualsiasi centro storico siamo affascinati? Un dedalo di viuzze, slarghi, chiese e piazzette, contribuiscono, in una sovrapposizione temporale di interventi, a descrivere uno spazio eterogeneo. Porto Cervo ha i segni della modernità ma fonda le sue radici nel passato. Il progetto Pizzarotti è omogeneo, scimmiotterebbe l’architettura classica, non ha alcun segno dei nostri tempi, è discutibilissimo.
Supposto che decidessimo di dare vita ad una nuova urbanità, indipendentemente dalle variabili che dovranno concorrere alla sua formazione, nasce un altro interrogativo: i locali attualmente utilizzati dalla giustizia che ruolo avranno? Compenseranno la carenza di servizi e di verde del centro-città?