Pillole di pensiero politico

15.3.2009 | Impegno politico


“La politica è una rude bisogna, che richiede qualità egualmente rudi e solide. Si ha a trattare con gli istinti non certo migliori della natura umana: ingordigie, ambizioni, ipocrisie, invidie, gelosia, e con forze vive come sono gli interessi materiali. Vorreste trattare questa materia col mite animo dell’anacoreta? Chi non si sente adatto, non vi si metta. Gloriarsi, in politica, di essere inabili, ma onesti è pronunciare una sciocca bestemmia, è confessare che si è inabili e disonesti. La prima onestà degli uomini di Stato, quando si sentono inabili, è di ritirarsi, se vogliono rimanere almeno onesti”.

Bismark nei suoi ricordi e nei suoi pensieri, a cura di Pietro Chimienti (Laterza, Bari 1902, pagg. 148-149)


“Poi insegnando, imparavo tante cose. Ho imparato che il problema degli altri è eguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Dall’avarizia non ero mica vaccinato. Sotto gli esami avevo voglia di mandare al diavolo i piccoli e studiare per me. Ero un ragazzo come i vostri, ma lassù non lo potevo confessare né agli altri, né a me stesso. Mi toccava essere generoso anche quando non ero. A voi parrà poco. Ma con i vostri ragazzi fate meno. Non gli chiedete nulla. Li invitate soltanto a farsi strada”.

I ragazzi di don Lorenzo Milani – Scuola di Barbiana – Lettera ad una professoressa (LEF, Firenze 1985, pag- 14)


“La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà, da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. E’ perfettamente esatto, e confermato da tutta l’esperienza storica, che il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si ritentasse sempre l’impossibile. Ma colui il quale può accingersi a questa impresa deve essere un capo, non solo, ma anche – in un senso molto sobrio della parola – un eroe e anche che non sia né l’uno né l’altro deve forgiarsi quella gtempra d’animo tale da poter reggere anche al crollo di tutte le speranze, e fin da ora, altrimenti non sarà nemmeno in grado di portare a compimento quel che oggi è possibile . Solo chi è sicuro di non venir meno anche se il mondo, considerato dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per ciò che egli vuole offrirgli, e di poter ancora dire di fronte a tutto ciò: ‘Non importa, continuiamo!’, solo un uomo siffatto ha la vocazione per la politica”.

M.Weber, Politica come vocazione (1919) – tradotto in M.Weber ‘Scritti politici’ (Donzelli, Roma 1988, pag. 177)


“Quello che più importa è di dare prova, di testimoniare, da parte di tutti, che la politica non è gioco di uomini scaltri tutti protesi all’affermazione di un potere, ma impegno alla difesa e promozione di quei valori nei quali l’uomo si realizza in tutte le sue componenti, fisiche e spirituali, nelle prloprie capacità di rapporti interpersonali, sociali, economici, politici, culturali, restando la persona umana il punto di partenza e il fine ultimo dell’attività politica. Siamo preparati a pensare politicamente?, a pensare la costruzione e la gestione della città dell’uomo in modo che in essa tutto – dall’economia alla scuola; dagli enti locali ai mezzi di comunicazione; dalla sanità al divertimento – sia ideato per l’uomo, per tutto l’uomo, per tutti gli uomini e non in modo che l’uomo svanisca nell’indistinto di fronte ad altri fini che emergono come principali?”

Giuseppe Lazzati, Pensare politicamente.


Commenti

Caro Federico,
come pillola di pensiero politico ho seguito la trasmissione “che tempo che fa” di Fazio e l’ntervista a Di Pietro. Il ns leader sembra molto motivato e pare che stia cambiando tattica politica, nel senso non più attacchi diretti al Presidente del Consiglio ma interessamento ai problemi di crisi economica del momento con partecipazione alle varie manifestazioni unitarie. Anche il linguaggio sembra cambiato.
Spero che il Consiglio Comunale di Bari deliberi per finanziare aiuti alle popolazioni abbruzzesi e in gran fretta. Ricordo ancora il terremoto della Campania del 1980, e quanto ci prodigammo noi ricercatori del CNR a organizzare un convoglio di aiuti per partecipare a quel grande sforzo di solidarietà. Eravamo come tanti la “meglio gioventù”.
A presto
Antonio

Caro Federico,

complimenti per il sito che hai preparato nel quale non solo sono riconoscibili la tua lunga esperienza al servizio dell’informazione e della gente, l’impegno civile, l’attività culturale e letteraria, ma anche, dalla puntuale descrizione della tua attività, la visione politica al servizio dei nostri concittadini. Nella navigazione del sito ho tuttavia anche riconosciuto una ispirazione che attraversa e accomuna il tuo percorso professionale e quello più recente politico. E’ quella della idealità, dell’onestà, della solidarietà verso le vite diverse.
La storia del nostro paese diviso è da qualche tempo molto triste. Non solo si è liquefatta la politica, ma si è disfatta la società civile al punto da renderci diversi, divisi, rissosi. Non esistono più i valori laici condivisi, esistono i valori di destra e di sinistra, più o meno contaminati da interessi personali e conseguenti visioni e strategie finalizzate al raggiungimento di obiettivi che possano soddisfare esigenze individuali e mai collettive. Si assiste alla demolizione dei principio di legalità, attraverso quella che qualcuno ha chiamato “una gigantesca campagna pedagogica dell’illegalità”, e della solidarietà, alla sconfitta delle nostre sensibilità umane, alla affermazione della volgarità, all’esaurimento delle nostre speranze per i nostri figli e per il loro futuro.
Non ci resta che investire nelle persone in cui crediamo, di cui siamo sicuri, per lunga frequentazione, di riconoscere l’anima. Solo così possiamo sperare di recuperare la nostra umanità.
Grazie per il tuo impegno. Un abbraccio.
Pacifico

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