Le mie proposte

Servizi sociali

30.3.2009 | Campagne, Impegno politico

E’ sufficiente smettere di gestire questo settore con i criteri della beneficenza per dargli nuovo slancio e renderlo davvero riparatore delle croniche ingiustizie sociali. Le risorse da destinare devono essere quelle rispondenti alle necessità e non quelle residue dopo che tutti hanno “arraffato”.


E’ il settore che più ha patito, come in molte altre realtà, il vecchio pregiudizio secondo cui assistere è fare della beneficenza; due gli effetti nefasti: le risorse stanziate quelle sono e quelle devono rimanere, e quindi si dà quel che si può. Non c’è dinamismo nella gestione. Si mette in bilancio non quel che serve, ma sostanzialmente ciò che si può racimolare dopo che tutti gli altri hanno arraffato. Gli interventi non rientrano in un programma di razionalità, ma soprattutto si dà sostanzialmente solo a quanti chiedono, costretti a servirsi di tramiti devianti, perpetuando, come si diceva, la logica della beneficenza. Un dato culturale che va assolutamente sconfitto perché non sia sempre il regime delle clientele a condizionare l’uso di danaro e mezzi.


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