Tradizioni popolari
30.3.2009 | Campagne, Impegno politico

Le nostre tradizioni, pur non avendo nulla da invidiare ed esprimendo gli stessi genuini umori di ogni altra area, vedono affidata la propria sopravvivenza all’impegno dei volenterosi. Un patrimonio che viene suicidato. Urgente costituire un’Accademia che rafforzi ricerche e recuperi un’identità ricca, davvero ricca se ha saputo resistere all’inedia di una cultura spocchiosa e deliberatamente disattenta alle proprie radici, quasi a volerle cercare altrove. Questo è il vero provincialismo.
Le tradizioni popolari non sono un capitolo di serie B, ma un settore importante sull’identità, specie se – come nel caso di Bari, appunto – la cultura ufficiale ha preferito soffermarsi sul consolidato di realtà che per ragioni storiche hanno potuto meglio di altre coltivare la crescita del pensiero e di una propria cultura rafforzata e vivificata da contatti e intrecci. Chi dalla Storia è stato condannato ad una sorta di autarchia culturale, non ha potuto nel corso dei secoli fruire di raffronti, immissioni, vitali contaminazioni.
Una situazione che ha però tutelato la genuinità di un costume che è delittuoso confinare tra le esperienze inutili e di scarso peso. Per tutti valga un nome, Vito Maurogiovanni, mancato negli scorsi mesi: la sua vena poetica ha avuto il grande merito di aver fortemente voluto il vernacolo come strumento espressivo. Evidentemente i tempi erano maturi: il dialetto – termine deteriore rispetto a ‘vernacolo – si è come arricchito di sentimento, di passione identificandosi così con una storia millenaria ritenuta negletta e strumento per gli incolti. E’ forse un caso che il ‘barese’ è stato ammesso nel salotto buono come vera e propria lingua? E allora, se si è d’accordo che siamo quello che vogliamo essere, va individuato lo strumento che può meglio tutelare tradizioni e cultura complessivamente intesa. Può essere un’Accademia o altra soluzione, decisivo che si concordi sull’esistenza di un valore da tutelare perché cresca e insieme cresca l’immagine di una storia, la consapevolezza di una identità col suo specifico. Una simile ipotesi di lavoro non può non essere presente in un programma che intende caratterizzare il proprio impegno di governo, e noi questo vogliamo.
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