Traffico
30.3.2009 | Campagne, Impegno politico

Ottimo risultato dai “Park & Ride”, ma non bastano per risolvere i nodi essenziali del traffico. Non servono tanto i parcheggi interrati al centro, quanto strutture da realizzare come in un anello intorno al centro murattiano, sì da ridurre quasi a zero le auto che dalle periferie devono portare al centro. Col project financing si possono fare miracoli e, stante la crisi di danaro pubblico, il ricorso al privato con convenzioni chiare e periodicamente verificabili, è la risposta ottimale.
Il traffico di Bari,nonostante alcuni interventi positivi, sembra destinato a rimanere un problema lontano da una soluzione che potrebbe definirsi soddisfacente per tutti e per tutte le circoscrizioni. Basti soffermarsi, in alcune ore della giornata ormai sempre più ravvicinate fra loro, in via Amendola per rendersi conto della paralisi che affligge quell’area sempre più affogata di palazzi e uffici che richiamano ogni giorno migliaia di vetture con effetti pesantissimi anche sull’inquinamento.
Eppure basterebbe un semplice provvedimento, più volte suggerito, per ridurre notevolmente il problema se non risolverlo addirittura: via Amendola è parallela alla via Caldarola, peraltro molto più larga. Perché non provare a destinare l’una al traffico di ingresso in città e l’altra a quello di uscita? In ognuna si raddoppierebbero le superfici percorribili dimezzando i tempi di percorrenza.
Ma il vero problema sono i parcheggi ovvero la possibilità di sistemare al chiuso le auto senza intasare le strade. Non vorremmo che il problema non lo si risolvesse oltre l’allestimento di alcuni “Park & Ride”, per poi poter disporre fin troppo facilmente dei divieti di sosta che è oggettivamente impossibile rispettare e fruire così di una tassa tranquilla con i vigili non più prestigiosa polizia municipale, ma occhiuti gabellieri con il compito di saccheggiare le tasche dei cittadini e rimpinguare così le casse comunali svuotate da difficoltà oggettive ma anche da errori gestionali. Un grosso nodo destinato ad aggravarsi, nè ci si può affidare alla crisi mondiale che ha provocato una drastica riduzione nella vendita di auto, anche perché non dovesse più vendersi una sola auto, la situazione permarrebbe grave già così come è.
E allora non i parcheggi al centro della città, ma ai suoi confini con le periferie se si vuole davvero decongestionare il centro affidato al salasso dei grattini. I garage interrati andrebbero realizzati componendo una sorta di anello intorno all’area centrale, sì da essere utili alle periferie innanzi tutto, ma anche ad evitare che quotidianamente migliaia di auto si rechino nel borgo murattiano. Se poi ci si deciderà finalmente a portare fuori Bari gli uffici giudiziari, si eviterà che altre migliaia di auto provenienti da fuori (magistrati non residenti a Bari, funzionari e personale giudiziario, avvocati, parti processuali, testimoni, periti, imputati a piede libero ecc.) diano il loro pesante contributo a congestionare traffico e inquinare l’aria.
Naturalmente la realizzazione di parcheggi interrati non è cosa di qualche momento, ma se un piano, e secondo questi principi, non lo si fa mai partire, anche fra dieci saremo nella stessa situazione. Non si ha insomma il coraggio di varare un piano pluriennale che vada oltre la propria consiliatura; diciamo che si vuole che impegni di una qualunque natura giungano a fine in tempi utili per verificare il rispetto.
4.15.2009
Condivido quanto sostieni in merito alla problematica del traffico, vorrei invitarti a riflettere sul significato di centro-città e periferie. Chi l’ha detto che le città dovranno essere perennemente intese così? Probabilmente senza la speculazione edilizia i nostri centri e le città, più in generale, avrebbero potuto avere un modello di sviluppo diverso: quello attuale è MONOCENTRICO, auspichiamo di attualizzare un modello alternativo di tipo MULTICENTRICO. In una parola sola, bisogna acquisire l’arte del COSTRUIRE ACCANTO e non ADDOSSO. Più opportunità per passeggiare, per gli acquisti, per oziare e così via possono significare minore necessità di spostamenti, almeno per le attività più elentari. Se accanto a Bari Vecchia ci fossimo limitati a realizzare quanto previsto dal piano ottocentesco? Allo stato attuale bisognerebbe muoversi contemporaneamente su due livelli concorrenti: dare vita a nuove centralità e ridurre la densità edilizia dove è già solo costruito. Abitazioni vetuste da abbattere fanno posto al verde che andiamo a sottrarre alla campagna.