Urbanistica
30.3.2009 | Campagne, Impegno politico

Primo comandamento: realizzare ciò che serve alla comunità e non agli imprenditori; solo così non si avrebbero le tante inchieste che caratterizzano l’attività del settore urbanistico. La vicenda dell’accorpamento degli uffici giudiziari è la più ovvia chiave di lettura di una logica francamente incomprensibile. L’ipotesi cittadella è tutt’oggi contrastata con ogni mezzo e nonostante le tante sentenze favorevoli: una condotta a favore della città o di altro? Nella risposta ciò che può aiutare Bari anche sul piano occupazionale in un momento di gravissima crisi.
E’ il settore più delicato per i tanti appetiti che provoca nell’ambito imprenditoriale: una variante può in un solo istante accrescere di centomila volte e più il valore di un terreno che non valeva nulla. Scelte che naturalmente non maturano da sole. Per intendere che cosa è l’urbanistica, basti riflettere su un dato: la cosiddetta cittadella della giustizia (contro la quale l’Amministrazione comunale si è battuta e si sta battendo con una protervia che francamente lascia perplessi per via delle tante sentenze a suo sfavore che non smuovono di un millimetro il “no” della Giunta), si vede sbarrare il passo dalla necessità di una variante che il progetto richiede.
Un rispetto della legalità che dovrebbe rassicurare, ma se contiamo le decine di varianti già concesse e da concedere a progetti che non rappresentano certo grande utilità se non ai proprietari proponenti, per non parlare degli accordi di programma dove per miracolo diviene possibile anche l’impossibile, ecco che è doveroso non solo prendere le distanze, ma anche battersi perché tutto questo finisca. A darci ragione sono le tante inchieste che proprio su vicende urbanistiche occupano notevoli spazi negli scaffali della procura della Repubblica.
Per tornare alla cittadella, è davvero delittuoso tenere fermo un progetto che in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando darebbe lavoro per non meno di tre anni a circa tremila famiglie, per non dire dell’indotto che in quell’arco di tempo si svilupperà; né va dimenticato che l’operazione non costerà nulla perché l’impresa che si è aggiudicata la ricerca di mercato realizzerà il tutto col sistema del project financing, provvederà da sé a procurare i finanziamenti rifacendosi poi con il canone che percepirà dal Comune e che sarà – come già calcolato e verificato – largamente inferiore a quanto a tutt’oggi l’Amministrazione paga per i locali destinati alla funzione giudiziaria e sparsi per tutta la città. Insomma l’operazione appare vantaggiosa e farà anche risparmiare danaro.
Stando così le cose a prova di smentita, è lecito chiedersi il perché di tanta ostinazione nell’opporsi sino alla Cassazione e al Consiglio di Stato (con l’umiliazione della nomina di un commissario ad acta che ha giuridicamente spodestato il Sindaco). Tutto ciò a conferma della delicatezza del settore e della necessità di interventi che agevolino nuovi metodi.
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