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L’Italia dei Valori cresce - incontro al Kursaal Santalucia

4.23.2009 | 0 Commenti

Questa sera (giovedì 23 aprile) alle 20:00 siete tutti invitati presso il Teatro Kursaal Santalucia all’incontro sul tema:

“Legalità è Sviluppo, Legalità è Informazione”

Con i candidati alle Europee:

Luigi DE MAGISTRIS, magistrato
Carlo VULPIO, giornalista del Corriere della Sera
Sonia ALFANO, presidente Associazione Familiari delle vittime di mafia

Vi aspettiamo, a più tardi.


I vostri contributi: “Linguaggi culturali per la città di Bari” - di Giuseppe De Trizio

4.19.2009 | 0 Commenti

Vi propongo la lettura del contributo inviatomi dal dott. Giuseppe De Trizio, protagonista del mondo dello spettacolo dove svolge anche un proficuo ruolo sindacale.

Il tessuto “vivo” della cultura

La produzione culturale è un’esperienza romantica, scientifica e viscerale.
Tipote anthropo, tipote loghia, Nessun uomo, nessuna parola.
Le arti come tracce dell’uomo, di un viaggio nella memoria di un mare di mezzo (spesso agitato dall’impazienza di dire o tacere di chi lo ha abitato) in cui le culture si sono incontrate, mescolate e a volte sovrapposte e sedimentate.
L’operazione della politica culturale della città di Bari deve concretizzarsi unendo chi l’arte la produce a chi la consuma, con l’intento di rendere coese le strutture pubbliche e l’iniziativa imprenditoriale privata.

Il tempo nella cultura

“Tempo significa percepire che dietro le mutazioni, cioè l’espressione del tempo, c’è una collettività.
Quando diciamo “tempo” credo che intendiamo almeno due cose. Intendiamo mutazioni. E intendiamo qualcosa di immutabile. Intendiamo qualcosa che si muove. Ma su uno sfondo inamovibile. E viceversa.
La percezione del tempo ed il linguaggio sono indissolubilmente uniti.
Il problema nasce solo quando la lingua, la società, il progresso, la scienza, la scuola e noi stessi pretendiamo una scelta, pretendiamo un’unica verità. Il progresso degli ultimi trecento anni ha preteso il tempo lineare…”

Peter Hoeg da “I quasi adatti”

Quindi il tempo nella cultura dovrebbe rappresentare un percorso ciclico che ritorna su se stesso, molte volte, contenendo i meccanismi essenziali della sintassi più comune.
Così il senso delle opere dell’uomo non risiede sono nella forma, ma anche nella storia e nelle intenzioni di chi le ha concepite.
Ci sarebbe da chiedere ad un autore non solo cosa voleva “fare”, ma cosa voleva “dire” poiché la poietica (arte del fare di Aristoteliana memoria) non è solo il compimento di un discorso ma anche un prodotto, un evento, una azione, un gioco, una ricerca, uno spettacolo.
Combattere la polverizzazione delle proposte produttive, spesso organizzate sotto la forma di micro Associazioni Culturali o piccole società cooperative, impossibilitate, di fatto, alla costituzione di un vero e stabile comparto lavorativo, iniziando un processo virtuoso inverso che anziché monitorare e garantire solo le poche realtà solide (che per carità vanno sostenute), promuovere forme di “credito d’impresa” favorendo il consolidamento di capitali privati atti a costituire lo zoccolo duro di imprese attraverso studi di settore e business plan mirati.
Una delle problematiche deriva dalla sbagliata impostazione dello studio di settore: sino a quando continueremo ad affrontare i termini dello spettacolo quale voce di spesa dei nostro bilancio, anziché annoverarlo negli investimenti saremo sempre fuori rotta.

Le proposte

- adozione e utilizzo del regolamento comunale dello spettacolo, non ancora messo in atto;
- istituzione dell’albo comunale delle imprese dello spettacolo, non ancora messo in atto;
- formazione del pubblico attraverso le scuole e le circoscrizioni, “i distretti della cultura” con attuazione dei presidi del libro, del teatro, della musica, della danza, del cinema;
- maggiore trasparenza ed efficienza nella distribuzione delle risorse, rendendo esplicita la distinzione tra finanziamenti assegnati per la gestione ed il funzionamento di strutture e spazi di spettacolo e finanziamenti invece assegnati a progetti spettacolari, elaborando meccanismi e strumenti appositi in grado di ottimizzarne la resa e facilitarne il monitoraggio;
- seria adesione e concorso ai piani economici di sviluppo culturale comunitario;
- stimolare il lavoro in rete delle realtà produttive;
- sostenere l’imprenditoria di settore;
- favorire l’incontro tra domanda e offerta;
- maggiore attenzione alle ricadute occupazionali ed alla qualificazione professionale;
- incentivazione delle produzioni originali di strutture ed artisti del territorio;
- elaborazione di un piano organico per reperire le risorse economiche da destinarsi al settore cultura con interazione tra le risorse economiche dei vari assessorati;
- istituzione di un portale internet dedicato alla catalogazione, ed alla promozione delle realtà produttive cittadine con particolare attenzione ai giovani talenti;
- recupero delle infrastrutture pubbliche in disuso, pianificazione e recupero aree periferiche e minori a rischio, interagendo con il mondo della scuola, dell’università e del volontariato affinché l’idea di politica culturale divenga piuttosto un modo di vivere, di evolversi, di crescere socialmente e non solo fucina per il divertimento estemporaneo.

Imprenditoria Culturale

Si crei, insomma, una coscienza di imprenditoria culturale, in cui l’arte non è più la risacca per il tempo libero ma una opportunità di lavoro, di canalizzazione dei patrimoni e dei beni architettonici e delle risorse turistiche perché sino a quando la proposta di cultura rimarrà scollata dalla società e si diffonderà secondo l’abusato sistema dello scambio clientelare (sia esso di destra che di sinistra, per intenderci), sino a quando i referenti piuttosto che i sedicenti “consulenti” delle strutture pubbliche verranno nominati attraverso gli strumenti della politica di maggioranza e non per via meritocratica (per merito ma anche entrando nel merito dei progetti), la cultura sarà approdo solo per le lobby di oligopolio.
Sarebbe necessario e civile, inoltre sdoppiare i criteri di valutazione delle produzioni artistiche.
Intendo dire che allestire rassegne itineranti con i “grandi nomi” in processione nei teatri e nelle piazze è ben diverso dal sostenere le produzioni, cioè favorire la creatività innalzando, magari, i criteri di valutazione, creando professionalità stanziale, divenendo più esigenti nel confronto, aprendo i propri orizzonti e rapportandosi anche con le culture altre.


I vostri contributi

4.19.2009 | 0 Commenti

A volte ricevo da voi lettori e-mail private con testi davvero interessanti; spesso mi piacerebbe pubblicarli. Mi son detto: il mezzo c’è, perché non farlo?

Inviatemi dunque “i vostri contributi” a scrivi@federicopirro.it, i migliori e più interessanti dei quali saranno selezionati e pubblicati in questa sezione privilegiata del mio sito, e potranno così a loro volta ricevere commenti sia da me che dai lettori di questo blog. Non dimenticate di specificare esplicitamente se mi autorizzate alla pubblicazione integrale del vostro testo o di parti di esso (se invece il messaggio deve restare privato potete scrivermi allo stesso indirizzo, ma in tal caso non dovrete specificare nulla). Per ragioni pratiche, vi ringrazio in anticipo e una volta per tutte per i contributi che vorrete inviarmi, che siano essi pubblicati o meno.

Primo graditissimo ospite il dott. Giuseppe De Trizio, protagonista del mondo dello spettacolo dove svolge anche un proficuo ruolo sindacale. Leggi il suo contributo…

A seguire, una domanda postami dal lettore Gianfranco Ginefra. Leggi il suo contributo…

E ancora, una domanda postami dal lettore Gianfranco Giannini. Leggi il suo contributo…


Il Belpaese delle criminalità impunite

4.19.2009 | 0 Commenti

Si va sviluppando un dibattito su tasse e contributi che il Governo si accinge a chiedere agli italiani per fronteggiare l’immane dramma che ha colpito la gente e la terra d’Abruzzo. E’ giusto? E’ un interrogativo da brividi a fronte dei tanti lutti e di quelle macerie che hanno lasciato senza casa, senza nulla migliaia di famiglie. Ma proviamo a ragionare col distacco che la logica richiede per verificare il fondamento di una posizione, precisando però che le tasse si pagano e che comunque si deciderà, faremo tutto quello che è necessario per restituire serenità a tanti sventurati cui sono rimaste solo le lacrime. Leggi tutto…


Non basta la “crocetta”

4.14.2009 | 0 Commenti

Fra qualche giorno la campagna elettorale per le amministrative – europee comprese – entrerà nel vivo e si giocherà a carte più o meno scoperte per guadagnarsi la fiducia di cittadine e cittadini. Questa è la democrazia. Ma basta consentire a tutti l’esercizio del voto per ritenerla realizzata? La democrazia si sostanzierebbe dunque in quella crocetta messa su un simbolo? E’ difficile convincersene per la semplice ragione che il graduale impoverimento inflitto al valore democrazia ne ha ridotto l’essenza a quel solo momento, il momento della scelta, della crocetta. Leggi tutto…


L’olocausto di Cefalonia

4.01.2009 | 0 Commenti

Quando ero capo redattore della sede Rai di Bari, con il collega Costantino Foschini abbiamo ricostruito la tragedia di Cefalonia – una vera e propria Shoah che martirizzò 10mila soldati italiani – recandoci sul posto, e le principali date così come vennero vissute a Bari, nella Puglia intera: 25 luglio ‘43 (caduta del regime fascista), 8 settembre ’43 (armistizio), 25 aprile ’45 (Liberazione), 2 giugno 1946 (avvento della Repubblica); le videocassette vennero distribuite agli allievi delle scuole medie superiori. Questo il contributo che intesi dare al recupero della Memoria fra i nostri giovani.