Bertolaso
11.2.2010 | Blog
Ad ogni illegalità di Silvio Berlusconi e dei suoi più solerti complici, si ha l’impressione che ormai si sia toccato il fondo e che andare oltre sia davvero difficile se non impossibile. E invece…
La banda dei 4 + 1
L’altro giorno la magistratura fiorentina ha messo in carcere quattro figuri con in testa Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici; con lui Fabio De Santis, suo successore come soggetto attuatore alla Maddalena (dove si sarebbe dovuto tenere il G8 poi trasferito all’Aquila, e 300 milioni di euro si sono dissolti e così un lussuoso albergo mai aperto e in degrado) ed ora provveditore alle Opere pubbliche in Toscana; Mauro Della Giovampaola, già componente della struttura di Balducci ed oggi coordinatore per gli eventi celebrativi dei 150 dell’Unità d’Italia; e l’imprenditore Diego Anemone destinatario di un grappolo di ricchi appalti.
Indagato – udite, udite – quel Guido Bertolaso, monarca assoluto della Protezione civile che Berlusconi vorrebbe fare ministro e che ora è indagato per corruzione. Aveva carta bianca per varare costosi provvedimenti fuori da ogni controllo. Figurarsi! Da alcune telefonate si colgono, tra i principali protagonisti dell’inchiesta, frasi ridacchiate del tipo “Che pacchia, che affari questo terremoto!” mentre si dava sepoltura ai ragazzi della Casa dello studente, alle tante vittime.
Tanto danaro e tante escort
La “pacchia” consisteva in danaro, tanto danaro intascato, benefits come viaggi, mobili pregiati, ristrutturazioni alle loro case ed un buon numero di immancabili escort. Ebbeh, dopo tanta fatica nel contare il danaro, scegliere i mobili, tracciare i percorsi turistici, decidere le più opportune ristrutturazioni, come negar loro una distrazione scopereccia ?
“Non si può governare con questi giudici!”
Provate a indovinare qual è stato il commento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi? Non ci vuole molta fantasia: se l’è presa con i magistrati esclamando rassegnato: “Non si può governare con questi giudici!” ed ha respinto le dimissioni che Bertolaso preso da scrupolo anche per ragioni parentali (è nipote del cardinale Ruini, guarda un po’) le aveva rassegnate. C’è da sperare che qualche amico sincero gli abbia corretto quella sciocca espressione. In realtrà avrebbe dovuto dire: “Ma qui in Italia con questi giudici non si può proprio rubare!” e chissà che non l’abbia pensato “correggendosi” poi con lo slogan delle toghe rosse, del complotto, dei magistrati antropologicamente diversi ed altre nefandezze degne del suo livello etico.
E’ davvero vergognoso. Anche da questi comportamenti si misura il livello di moralità di chi governa il Paese. Intanto si apprende che il consiglio dei ministri starebbe varando una norma che riduce e di molto la quota di legittima a tutela di eredi sfavoriti. C’era da giurarci. Non dimentichiamo che il cavaliere è da tempo impegnato nelle sue questioni testamentarie e principalmente a ridurre al minimo le pretese della moglie Veronica che sino a questo momento può tuttavia disporre della tutela regolata dalla legittima; ma l’ennesima “legge ad personam” rischia di danneggiarla e far risparmiare al premier una bella somma. Nulla di nuovo da quando la legalità nel nostro Paese è affidata a tipi come il Berlusca.
Ma quando riusciremo a liberarci di questa vergogna, di questo monumento di illegalità, di questo ladro di democrazia!
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