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Grazie sinistra

09.3.2010 | Blog

La mia generazione si è sempre chiesta come il fascismo fosse riuscito ad affermarsi; le ragioni storiche degli eventi che lo precedettero sono di chiara lettura, più incomprensibile il consenso della gente, un consenso che sembrava rasentare il fanatismo a fronte di quelle smorfie. C’è pure da dire che a giudizio di alcuni con quel regime nacque lo Stato moderno, dal sistema legislativo rinnovato, agli istituti previdenziali, all’impulso che sostenne l’economia pur se tutto fu in breve sommerso dai fallimenti coloniali e dalle macerie di una guerra tra le più evitabili e che si rivelò tra le più distruttrici.

Dunque, come si è arrivati a credere in un solo uomo, all’abolizione delle istituzioni democratiche, del Parlamento stesso. Ma possibile che ogni abiezione morale e legale fu impunemente consentita?

Le prime esaurienti risposte le stiamo avendo proprio in questi giorni con la vicenda delle liste regionali in Lazio e Lombardia. E più esattamente su quanto è sempre più consentito – persino dal Quirinale – dopo venti anni di lassismi, di inciuci naturalmente a fin di bene per evitare il peggio e non ci si rendeva conto che ad ogni strappo alla legalità era l’illegalità a consolidarsi sempre più narcotizzando le tensioni democratiche. Rispettare le regole non è burocrazia, come piace affermare a chi legifera per cancellare le norme a tutela della legalità e rendere impunite le loro illegalità.

Una semplice legge (quella che vieta ai titolari di concessioni pubbliche di candidarsi), non chissà quale rivoluzione avrebbe potuto impedire l’anomalia di un Berlusconi che, proprietario di Mediaset, lo diviene di fatto, almeno sul piano gestionale, della Rai, dell’economia, della politica, del nostro presente e futuro. Si è così gradualmente creato il clima favorevole al golpe del decreto che Napolitano ha varato, naturalmente per evitare il peggio; che il PD ha subìto, naturalmente per evitare il peggio, invitando Di Pietro a contenersi, naturalmente per evitare il peggio. Ma ci si rende conto che il peggio è già avvenuto? E che il peggio consente a Larussa di lanciare minacce come manganelli alle quali non si risponde, naturalmente per evitare il peggio.

Ecco come si afferma una dittatura, nel graduale rafforzamento dell’illegalità sui resti di una democrazia agonizzante per insipienza e per il prevalere degli egoismi di una classe dirigente incapace e restia a lasciare il campo per continuare nei giochi di potere. Per quanto resisterà il popolo (augurandoci che un manipolo di teste calde non ci riporti negli anni di piombo)?

Chi disse che il Paese dimentico del proprio passato è condannato a riviverlo?


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