Impegno politico

Impegno politico

Questo blog è nato dalla decisione di ripresentarmi alle elezioni del 6 e 7 giugno 2009 per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di Bari. Una sintesi delle motivazioni fu il contenuto di una lettera che via e-mail feci pervenire a circa trecento fra amici e conoscenti che mi parevano interessati. Ne ripropongo le parti essenziali che reputo sufficientemente chiare nel motivare una presa di posizione:

“Intendo riproporre la mia candidatura e lo dico senza giri parole del tipo “sono stato sollecitato….”, oppure “non avevo alcuna intenzione, ma un gruppo di amici…”. No, è una mia scelta convinta, volendo ancora offrire il mio contributo alla ricerca delle soluzioni più idonee per i problemi della nostra città, perché non si sperdano risorse pubbliche e non si mortifichino gli interessi generali a vantaggio di egoismi ed affarismi individuali, come va accadendo dove sono stati indeboliti i valori dell’etica democratica.

Sono stato eletto la prima volta nel giugno del 2004 e da allora non ho esitato a contrastare anche forze superiori alle mie, ma inconciliabili con i principi che mi animano da sempre, come quando avrei potuto salvare il mio ruolo in Rai sol che mi fossi piegato alle pretese di qualcuno. Non l’ho fatto. La coerenza ha dei costi, ma se l’opinione pubblica ti è solidale, onestà intellettuale e schiena dritta è meno faticoso praticarle perché divenute stile di vita.

Non voglio disturbarvi più di tanto. Devo solo ricordarvi che mi presenterò nella lista “Italia dei Valori”, nella coalizione di Centrosinistra che ha confermato Michele Emiliano candidato sindaco. Antonio Di Pietro: pure chi non ne condividesse la linea, non può non riconoscergli l’indubbio merito di farsi portavoce di quanto vorrebbe dire e fare ciascuno di noi, se disgustato da ciò che sta avvenendo in questo nostro Paese, sulla pelle di milioni di cittadini”.

Chiaro, no? La mia campagna elettorale si va articolando come la precedente. Nella prima iniziativa ho invitato i giovani ad un dibattito sulla nostra Costituzione, donandone a ciascuno di loro una copia commentata dal giurista Onida. E si è andati avanti con un dibattito su “Crisi: quando e come venirne fuori”, con l’intervento dei parlamentari Francesco Boccia del PD e Pierfelice Zazzera dell’IdV, e del giuslavorista Gaetano Veneto. Un confronto che ha messo a nudo le manchevolezze del Governo Berlusconi nell’affrontare le difficoltà del momento.

Andrò avanti per questa strada perché la ritengo soprattutto rispettosa dell’intelligenza di cittadine e cittadini ai quali non si può chiedere di votare tizio o caio senza alcuna seria ragioni che non siano i rapporti amichevoli. Io ed i miei amici riteniamo doveroso confrontarci sui temi che caratterizzano questa fase della vita del paese e farci valutare non dopo l’elezione quando ai guasti non si può rimediare, ma prima, accettando di essere messi valutati sulle capacità che saranno poi impegnate nella gestione della cosa pubblica. Quindi non buoni di benzina e men che mai un gruzzolo di euro per tot voti, ma attestarsi sulla trincea delle idee, delle proposte e dialogare: una sorta di siero della verità in grado di far emergere uno spessore culturale e programmatico, se esiste. Favorire, insomma, una scelta la più consapevole possibile. Ripeto, un porsi in discussione prima delle votazioni e non dopo, a cose comodamente fatte.

Le prossime iniziative riguarderanno il “Piano casa”, l’informazione e la proiezione di alcune pellicole particolarmente significati, “Mani sulla città” di Rosi, per capirci. Confronti che non si esauriscono in uno scontato bla bla, ma sono occasione di critiche e suggerimenti perché si cominci a condividere scelte e responsabilità che possono, devono essere ospitate anche qui nel blog.

Ci sono poi le attività più strettamente connesse al Partito, come l’intervento in Puglia di Antonio Di Pietro:

il 19 aprile, il 9 maggio e l’ 1 giugno

quest’ultima data, un lunedì, a cinque giorni dall’inizio delle votazioni, sarà la manifestazione conclusiva che dovrà vederci tutti impegnati per dare un forte segnale di impegno e partecipazione perché troppo importante l’appuntamento per una città che rischia di fare passi indietro se dovesse consegnarsi al centrodestra.

Il comportamento tenuto nella vicenda del Petruzzelli dovrebbe allarmare donne e uomini di buona volontà. Dopo quasi vent’anni da quella terribile sera delle fiamme, il teatro si sarebbe potuto riaprire alla città, ma la meschina lettura di un esito che nel comune sentire “rischiava” di essere attribuito all’Amministrazione Emiliano, ha fatto scattare, con la complicità di un governo altrettanto meschino. vergognose contromisure per impedire che quel sipario si levasse prima del 6 e 7 giugno prossimi.

Solo grettezza e povertà intellettuale hanno impedito che la condotta da privilegiare per “difendersi” dal successo del centrosinistra, fosse quella di condividere l’operazione e inorgoglirsi tutti insieme per un esito che non gratifica una parte politica, ma l’intera città. Ma questo la gente l’ha capito, ha inteso bene che sulla loro pelle il centrodestra ha giocato le speranze di un successo che l’intelligenza di elettrici ed elettori negheranno certamente a fronte di una prospettiva che rischia di riproporre gente che per i propri interessi è pronta a cancellare anche la riapertura del Petruzzelli che era ormai nel cuore di tutti, anche dell’elettorato di centrodestra ingannato e coinvolto nell’imboscata gestita dai furbetti di palazzo Chigi.

Ma i giochi sono di varia pezzatura e contenuti. L’on. Pierfelice Zazzera ne ha denunciato uno piuttosto grave il 25 marzo:

ZAZZERA: TEDESCO RICATTA EMILIANO PER AVERE L’IMMUNITA’

«Tedesco candidato sindaco a Bari è un esempio clamoroso di come la politica abbia perso completamente, per alcuni, i freni inibitori del buon senso. Si entra e si esce da partiti e coalizioni come se fosse un fatto naturale, senza alcuna motivazione profonda e sofferta, ma solo per meri interessi personali», a dichiararlo è l’on. Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Puglia.

«L’uso strumentale delle liste civiche poi – prosegue il deputato pugliese – per uno come Tedesco che ha un vissuto politico non certo da neofita, la dice lunga anche sulla concezione del rapporto con l’elettorato. Un semplice bacino di voti, null’altro, che viene utilizzato a seconda delle convenienze. Basta vedere alla regione il gruppo dei Socialisti Autonomisti è sopravvissuto anche al passaggio di Tedesco nel PD».

«Ora Tedesco ha dichiarato di candidarsi a sindaco di Bari contro Emiliano, e di lasciare il PD. Perchè? Forse per il bene dei baresi? Assolutamente no, - conclude Zazzera - ma solo perché più pragmaticamente Tedesco da tempo cerca di raggiungere l’agognato scranno del Parlamento. Questa volta però con una motivazione in più: ha bisogno dell’immunità parlamentare».

Avete notato che il programma “Porta a Porta” si occupa sempre meno di politica? Se durante il governo Prodi lo stesso premier o un qualunque parlamentare avesse proposto che a votare fosse solo il capogruppo, non sarebbe stata sufficiente una settimana di incontri con gli utili Bertinotti che avrebbero messo sotto accusa il centrosinistra e via a creare confusione, rafforzare l’opposizione. Oggi, invece, la cosa è stata del tutto ignorata e si portano in tv i protagonisti di “Ballando sotto le stelle”, i sofferenti di panico, i cuochi più bravi e persino le lacrime di Wanna Marchi. Che vergogna! Ancor più avvilente che questo stato di cose la sinistra se lo tenga senza muovere un solo dito.

E poi si meravigliano che la gente li abbandona e aderisce all’Italia dei Valori!


Uno degli argomenti di punta di questa campagna elettorale è il livello di responsabilità del centrosinistra per quanto accaduto negli ultimi quindici anni, cioè da quando Silvio Berlusconi è “sceso in campo”. Il gruppo dirigente ha sottovalutato le capacità del cavaliere ed i cambiamenti avvenuti nel Paese, dimostrando così assoluta insufficienza nell’analizzare i due fenomeni, e mentre il leader di Forza Italia si avvantaggiava. Il centrosinistra vedeva aggravarsi i propri ritardi. Si è così prodotta una sinergia negativa che oggi si traduce in numeri crescenti per la destra e perdenti per il Partito democratico.

Gli italiani, come non bastasse tutto il resto, presentano il conto per quanto avvenuto, anzi, non avvenuto in questi ultimi trenta-quaranta anni. Proviamo a ricordare a quando risalgono le vere innovazioni introdotte in questo Paese: Statuto dei lavoratori, legge sul divorzio, sanità gratuità (ma oggi sempre meno gratuita anche per le tasse che il contribuente paga per colmare gli spaventosi buchi), scuola dell’obbligo, legge sull’aborto. E ci fermiamo qui. Non c’è stato più nulla. Queste innovazioni risalgono appunto a non meno di trent’anni fa. Dopo di allora più niente. Il Paese non ha subito alcun intervento migliorativo così come se un appartamento, non fruendo di manutenzione per tanto tempo, apparirebbe scalcinato, pavimento sconnesso, tubature intasate, pareti sporche e così via in un clima di pesante abbandono.

Uscendo di metafora, quelle disfunzioni dovute appunto all’assenza di manutenzione, si sono tradotte per il nostro Paese in problemi gravissimi: in Europa siamo all’ultimo posto per morti sul lavoro, per lungaggini giudiziarie, per insicurezza stradale, qualità formativa delle scuole, stipendi più bassi… un elenco di maglie nere che potrebbe ancora proseguire e includere anche il livello di legalità sol che si rivolga lo sguardo a Palazzo Chigi, occupato da un presidente del consiglio che, in base alle nostre leggi, non è neppure eleggibile essendo titolare di un bel mucchio di concessioni statali, per non dire del conflitto di interessi che lo vede legislatore di norme che lo riguardano in prima persona e per gli interessi suoi imprenditoriali che per le sue vicende giudiziarie, evitate con una lunga serie di leggi fatte per sottrarlo a numerosi processi. Questa è oggi l’Italia, un appartamento “sgarrupato” come avrebbe detto Massimo Troisi e occupato da soggetti che non ne hanno i titoli, dei veri e propri clandestini che in un Paese civile sarebbero stati espulsi senza troppe storie.

Leggi qui una panoramica veloce delle mie proposte.


Mi sono candidato nella primavera del 2004 nella “Lista Emiliano” per le Comunali di Bari. Michele Emiliano – o Michelone, come ai suoi più stretti collaboratori piace chiamarlo per l’ imponente corporatura e la veemenza del carattere – travolse letteralmente la giunta di centrodestra che per quasi un decennio aveva governato il capoluogo pugliese sotto la guida di Simeone Di Cagno Abbrescia.

La “Lista Emiliano” si affermò con il 18%, una vero record per una “civica”, conquistando 12 consiglieri. Mi piazzai quarto con circa 900 voti: per molti fu una sorpresa, ritenevano difficile, se non impossibile che venissi eletto perché – ritenevano – da troppi anni ero assente dai teleschermi; evidentemente nella sensibilità della gente aveva lasciato un segno la mia attività professionale che andava oltre le effimere apparizioni tv .

Nella foto che segue, la mia prima manifestazione pubblica in una sala dell’hotel Jolly. Quindi le due facciate del dèpliant distribuito fra la gente:

Questi 5 anni sono stati caratterizzati da un impegno costante. Il nostro Gruppo se n’è fatto carico al punto da assumere posizioni rigide che hanno provocato non pochi imbarazzi nella maggioranza ma anche al nostro interno, decisi come eravamo di fare chiarezza sino in fondo, rifiutando spazio ad un qualunque interesse personale.


Documenti e interventi

Una selezione degli interventi sui vari temi:


Commenti

Francesco
4.09.2009

Sono un ragazzo di S.Spirito e Le scrivo perchè sono del parere che l’uomo in realtà è apolitico, perchè il terreno della politica è innanzitutto nella relazione fra gli uomini, l’azione politica non può sperare di cambiare gli uomini e non si indirizza affatto verso questo scopo. Essa si dirige verso il territorio, il paese e il mondo, per creare le condizioni di miglioramento delle relazioni fra gli uomini, e, con ciò facendo, sperando di migliorare gli uomini stessi. Questo accade perchè ovunque si radunino degli uomini, sia nella sfera privata che in quelle sociale o pubblica, politica, viene a crearsi uno spazio che li raccoglie dentro di sè e al contempo li separa l’uno dall’altro. Dovunque si radunino degli uomini il mondo si frappone fra loro ed è in questo SPAZIO SCISSO che si svolgono tutte le faccende umane. Ed è esattamente in questo SPAZIO SCISSO che noi dell’ITALIA dei VALORI dobbiamo collocare la politica che deve essere il mezzo per raggiungere il fine più alto della LIBERTA’.
Cordiali Saluti.

Vincenzo
5.16.2009

Caro Federico,
Io ti voterò! e insieme a me credo che riuscirò, con il mio proselitismo verso l’IDV, a far confluire il consenso di un discreto numero di elettori. Non sono cifre esorbitanti, ma parliamo sicuramente di una trentina di voti. Chi sono io? Una persona che ha fatto attivismo politico non da sempre, fino a qualche hanno fa dentro un partito che mi ha deluso profondamente sotto diversi aspetti, e che sul problema GIUSTIZIA aveva riposto tutte le sue speranze, non solo perché convinto da tantissimi anni che è questo il settore strategico e cruciale per il realizzarsi di una vera DEMOCRAZIA, ma anche perché da oltre un lustro, è vittima della “mala-giustizia” che opprime questo paese e quindi anche la Procura di Bari. Ti seguo da tempo, e da allora ho potuto apprezzare la tua schiettezza e onestà intellettuale. Per quanto riguarda il nostro candidato sindaco Michele Emiliano, egli ha fatto molte cose positive per Bari, ma molto lavoro bisogna fare su di lui: vedi il caso ronde, il fatto che sia ancora con un piede dentro la magistratura, il suo modo di far politica che a volte disorienta rendendo “troppo adeguata” la sua appartenenza al PD (vedi il discorso per l’inaugurazione dell’ultima edizione della Fiera del Levante). Leggendo il tuo “chi sono” mi rendo conto che i tuoi figli sono stati fortunati ad avere un padre come te, ma nella parte finale del documento, ti soffermi troppo sulla tua sicuramente lontanissima dipartita, evidentemente incomprensibile per me, persona poco avvezza alla lettura.
Vincenzo

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